Gli italiani scelgono la sostenibilità!

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Sport e sostenibilità

Ne avevamo già parlato qualche mese fa, è stato uno dei nostri primi post social sulla sostenibilità dello sport in generale.

Una ricerca Google (https://bit.ly/3VX98pU) rivela che il 31% degli italiani considera l’ecosostenibilità un fattore importante nel processo di acquisto.

Dato che sale al 37% per gli intervistati in età 18-24.

Cogliamo lo spunto dato da questo comunicato per riparlarne.

In equilibrio tra esigenze e sostenibilità

Io e Luca ci siamo chiesti come si traduce questo dato tra gli appassionati di sport.

Da trairunner e amante della montagna mi aspetto che anche altri sportivi siano attenti a questi temi, visto che è in aumento la percentuale di giovani che iniziano a praticare corsa in montagna e di lunga distanza.

Cosa possono fare gli organizzatori per andare incontro a queste esigenze?

Noi abbiamo elencato alcuni suggerimenti, ci piacerebbe raccogliere anche le vostre impressioni!

1) No ai sacchetti TNT/ nylon ecc.

Le classiche sacche con laccio consentono una buona personalizzazione e possono essere riusate. Personalmente ne avrò almeno 100 nell’armadio ma il WWF (World Wide Fund for Nature) ci ricorda che in caso di smaltimento devono essere messe nell’INDIFFERENZIATO
Non sarebbe meglio una busta di carta, altrettanto personalizzabile coi medesimi costi?

2) Sì all’ecotazza, ma anche a ristori che impieghino il minor uso di plastica possibile. 

Un tema forte su cui c’è da lavorare è quello dell’acqua ai ristori nelle gare di corsa su strada, fonte di centinaia di bicchieri o bottiglie di plastica che vengono spesso abbandonate a bordo strada sul percorso. 
Ma non solo… mi è capitato di trovare la macedonia in vasi di plastica al ristoro di un trail. 
Non sarebbe meglio un frutto (mela o banana)?

3) Sì alla pulizia del percorso dopo la manifestazione.

Chi ha avuto modo di percorrere il percorso di una maratona nelle ore successive alla manifestazione, avrà sicuramente visto a terra bicchieri e bottiglie di plastica, involucri di gel, barrette e integratori vari, ma anche indumenti tecnici abbandonati o persi durante la corsa. Tutti oggetti altamenti inquinanti.
Alcune gare, specie quelle su strada (nei trail ogni atleta dovrebbe raccogliere i propri rifiuti), organizzano e comunicano il clean up del percorso al termine della manifestazione, che consiste nel ripulire il percorso e le zone limitrofe (specie quelle nei pressi dei ristori) al fine di non lasciare rifiuti abbandonati.

Il pacco gara, sì o no?

Ma il pacco gara serve davvero?
Davvero va considerato un elemento differenziante in un evento?
Più della bellezza del territorio?
Più della gentilezza dei volontari?
Più della bravura degli organizzatori?

Qui trovate la nostra opinione:

Sì al gadget tecnico (se budget e sponsor lo consentono).

No a maglie cheap destinate a non vedere più la luce nell’armadio. 

Siate creativi!
Fate conoscere il territorio, collaborate con enti locali e artigiani, coinvolgete associazioni e organizzazioni non profit. 

Ecco alcune idee:

  • prodotti enogastronomici del luogo, magari personalizzati (una marmellata, una birra artigianale, una bottiglia di vino, con etichette dedicate all’evento);
  • collaborazioni con il sociale (anni fa in una gara trail ho trovato una fascia di lana realizzata dalle ospiti di una casa di riposo);
  • codici sconto per la visita a una cantina, un museo, una realtà locale.

Filosofia e trasparenza

L’ultima raccomandazione che vogliamo fare agli organizzatori di eventi è di essere trasparenti sull’intero processo. Raccontate la vostra filosofia e le vostre scelte, fatelo in modo trasparente e non abbiate paura di mettervi in gioco!

Sappiamo che non tutti i consigli sono attuabili per ogni tipo di gara, ma crediamo nella possibilità di organizzare eventi a impatto minimo sul territorio e sulle risorse.

Ti va di raccontarci la tua filosofia o sei in procinto di organizzare un evento?
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