La grande bellezza (dello sport)

Indice dei contenuti

Indice dei contenuti

Sport e Bellezza

Quest’anno il tema del Festival dello Sport di Trento, organizzato dalla Gazzetta dello Sport, è stato La grande bellezza, ripreso dal film premio Oscar di Sorrentino e riferito ovviamente alla bellezza dello sport.

Tra i talk e gli incontri a cui ho assistito mi ha colpito in modo particolare quello di Anton Krupicka, ultrarunner e brand ambassador dell’azienda La Sportiva che ha promosso l’incontro.

Chi può esprimere la grande bellezza dello sport meglio di un atleta che: 

  • ha iniziato a gareggiare in giovanissima età,
  • si è laureato in fisica, filosofia e geologia, 
  • ha vinto gare leggendarie come Leadville Trail, American River 50 Mile, Miwok Trail e Lavaredo Ultra Trail, 
  • ha subito un infortunio che lo ha tenuto lontano dalle competizioni per anni,
  • è poi tornato a gareggiare proprio alla Leadville arrivando sul podio

Sport e Ambiente

Durante l’intervista Krupicka ha raccontato di come il rapporto tra persone e montagna sia vissuto in modo molto diverso tra Stati Uniti e Italia.

Negli Stati Uniti molte vette e catene montuose sono “tutelate” con l’inclusione in parchi naturali appartenenti al National Park Service, ente pubblico per la conservazione del paesaggio, della natura e delle tradizioni.

Questo significa che ci sono regole da seguire e divieti da rispettare.

Molto spesso questi parchi, per proteggere le risorse del parco e mantenere i visitatori al sicuro, richiedono una prenotazione per poter accedere e permettono l’accesso, la sosta e la possibilità di fare escursioni solo in determinati settori aperti al pubblico dai quali è vietato allontanarsi.

Questo sistema di regole, se da un lato tutela l’ambiente, dall’altro penalizza la frequentazione delle cime e dell’ambiente montano da parte della popolazione.

Ben diversa la situazione nel nostro Paese dove le montagne, pur facendo parte in alcuni casi di parchi naturali protetti, sono popolate da turisti e residenti che vivono in simbiosi con l’ambiente.

Come ha affermato Krupicka nel suo intervento: “In Europa c’è un rapporto più diretto fra la gente e la montagna. Le cime sono maggiormente vissute e frequentate, anche perché negli USA vi sono molte limitazioni”.

Sport e Regolamenti

Nell’organizzazione di manifestazioni sportive, specie quelle che si svolgono in mezzo alla natura, Europa e Stati Uniti hanno invece molti punti in comune.

Scorrendo i regolamenti degli eventi sportivi più famosi al di qua e al di là dell’oceano vediamo una particolare attenzione alla tutela dell’ambiente, alla sostenibilità delle competizioni e alla conservazione della natura.

Quali sono i punti in comune che ritroviamo in molte manifestazioni?

  1. Iscrizioni a numero chiuso per mantenere un numero di partecipanti adeguato all’ambiente in cui si svolgerà la manifestazione.
  2. Organizzazione dei ristori sui percorsi plastic free, per limitare il consumo di plastica e l’abbandono dei rifiuti sul percorsi, con obbligo per i partecipanti di dotarsi di tazze o flask personali.
  3. Squalifica immediata dei partecipanti che dovessero essere sorpresi ad abbandonare rifiuti sui percorsi o comunque nell’ambiente nel quale si tiene la competizione.
  4. Segnalazione dei percorsi nei giorni immediatamente precedenti la manifestazione e successiva rimozione della segnalazione subito dopo, per evitare dispersione di frammenti dei segnali nell’ambiente.
  5. Utilizzo di tensostrutture sostenibili che utilizzino materiali riciclati e non danneggino l’ambiente nel quale vengono collocate per il periodo della manifestazione sportiva.

Sport e Aziende

Molte aziende operanti nel campo degli sport come La Sportiva già da tempo seguono politiche aziendali mirate a ottenere un basso impatto ambientale, prodotti ecologici da materiali riciclati, benessere dei collaboratori e sviluppo della comunità locale.

Altre aziende attive nella sponsorizzazione di eventi, come l’azienda svedese Craft, producono capi in lana “mulesing-free” (senza il ferimento di animali durante la tosatura), lavorano costantemente alla riduzione delle emissioni di carbonio e sono partner di programmi di sostenibilità locale e globale.

Altre ancora come l’americana Brooks utilizzano filiere di approvvigionamento responsabile per la produzione e politiche di sostegno e formazione per i dipendenti. L’obiettivo dichiarato è quello di modificare le abitudini di personale e clienti con la riduzione degli spostamenti “motorizzati”, e quindi dell’inquinamento, promuovendo l’aumento dell’attività fisica quotidiana anche per recarsi al lavoro.

Sport e Futuro

Negli anni post Covid sono aumentati gli eventi sportivi, sia come numero di partecipanti che come numero di manifestazioni.

Le attività all’aperto, sia individuali che di gruppo (come trail, randonnée, cross country, ecc.), richiamano sempre più persone che si avvicinano allo sport da neofiti o riprendono l’attività dopo uno stop.

L’aumento di partecipanti sta spingendo gli organizzatori di manifestazioni sportive da un lato a limitare il numero di iscritti, e dall’altra a diversificare l’offerta in base alla preparazione “spalmando” le partenze in orari o giornate differenti.

Questo nuovo approccio nell’organizzazione porta a costi più alti perché coinvolge un maggior numero di risorse, ma offre una sinergia migliore col territorio che ospita le manifestazioni e con le attività locali che ricevono nuova linfa per mantenersi attive.

A mio parere la sfida per i prossimi anni sarà quella di soddisfare la crescente richiesta di manifestazioni sportive mantenendo al tempo stesso un equilibrio sostenibile con l’ambiente ospitante.

Sei un organizzatore di eventi sportivi? Se vuoi raccontarci la tua esperienza e ricevere consigli su come migliorarla prenota una call gratuita col nostro team.

Vuoi migliorare la tua comunicazione in ambito sportivo?

Prenota una consulenza gratuita!
Potrai conoscere il nostro team e capire come possiamo aiutarti.

Se l'articolo ti è piaciuto condividilo coi tuoi contatti!

Twitter
Telegram
LinkedIn
Facebook
WhatsApp
Email